Lettera alla bambina nascosta dentro di te.
- G F
- 6 giorni fa
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Piccola mia,
queste parole sono ovviamente più un promemoria per me, non potendo tu leggerle, da cagnolino quale sei. Eppure riconosco che è banale derubricare la tua forma di vita semplicemente come quella di un animale domestico con due ‘genitori’ particolarmente accudenti. Anche se potessi leggere queste poche parole, sono sicuro che mi diresti: “ma lo so già, papà”, perché ogni sguardo che mi dedichi, ogni mia carezza alla quale rispondi con un gesto affettuoso e gratuito nei miei confronti, sono parte di un silenzioso dialogo tra noi che va avanti da anni e che continuerà sempre, anche quando entrambi cambieremo dimensione. Dovrei rivolgermi probabilmente - sei sedicenne da ieri - alla anziana donna che abita il tuo cuore, che batte ancora forte forte, eppure dentro di te immagino una eterna bambina, che esce fuori ogni volta che palesemente sorridi e ti meravigli di fronte alle cose. E lo fai ogni giorno, tutti i giorni. Anche quando ieri siamo arrivati in questo splendido angolo di laguna e tu, mamma ed io abbiamo fatto una delle passeggiate più belle della nostra vita insieme. La tua boccuccia aperta come quando sei felice, il tuo pelo candido una sola cosa con il tramonto veneziano. Sento ora qui dal letto il tuo respiro sereno, lento e cadenzato, che si alterna al risveglio dei gabbiani, alle prime barche che solcano le acque ed aprono la giornata che stiamo per vivere. Quello stesso respiro che, quando si altera per qualche motivo, mi fa saltare ed andare in allarme, è diventato il metronomo sul quale tu, mamma ed io abbiamo allineato per sempre la melodia delle nostre anime. I tuoi occhi sul mondo, così grandi e dolci - così anche criticati da chi non è capace di cogliere in essi la bellezza - così anche vicini a terra, mi obbligano, a giusta ragione, ogni giorno a dare attenzione a ciò che come te è apparentemente piccolo, delicato, calpestabile. Hai superato, come tutti gli esseri umani e viventi, tante difficoltà, mostrando una forza d’animo che mi fa pensare - non è possibile altra spiegazione - che nel tuo sguardo saggio ci siano ricordi di vite passate, di esperienze già vissute. Ieri al finestrino del treno insieme abbiamo osservato la cupola del Brunelleschi e l’alto campanile di Giotto e il tuo sguardo si è fermato su di essi per un momento come se - anzi, niente se - come a voler riconoscere la bellezza, la maestosità. Se non fossero parole destinate solo a te, figlia mia, mi prenderebbero per pazzo: so bene che sai riconoscere il bello e il brutto, il giusto e lo sbagliato, ma a differenza di noi bipedi il tuo quadro d’anima non prevede i cattivi sentimenti e sempre pronto è il tuo perdono. Quando è giusto e talvolta anche quando non lo è, mi hai insegnato a perdonare ed hai lasciato che imparassi che anche noi stessi spesso abbiamo bisogno di essere perdonati. Non temo di mostrare nudi e vivi i miei sentimenti per te; “è solo un cane!” o frasi similari, di persone che non hanno modo di capire le nostre logiche, il nostro rapporto o che peggio, non hanno la sensibilità di comprendere la tenerezza - problema ben più grave per loro stessi - mi scivolano addosso e dunque continuo ancora oggi ad offrirti, ad offrirci, la vita migliore che posso, a farti fare quante più cose possibili senza danneggiarti. Perché è bello vedere la tua reazione davanti alle cose. Quando ieri abbiamo attraversato il Po, ben consapevole che le mie parole erano probabilmente per me stesso e basta, come sempre faccio ti ho preso in braccio e te l’ho mostrato, te l’ho raccontato: e tu, bambina mia, pazientemente hai osservato il nostro fiume più lungo scorrere sotto di noi e poi via lontano. Una signora che ci osservava si è silenziosamente commossa guardando la scena e li, senza volermi chiedere il perché di quella commozione, ancora una volta, ho capito che faccio bene a volerti bene come voglio. E così sarà finché ci sarà concesso, finché entrambi non torneremo a far parte dell’eccelsa immagine, dell’inconoscibile disegno, che ogni tanto qualche nucleo di pura gioia ce lo regala in bella vista e lo fa camminare accanto a noi, zampetta dopo zampetta, proprio come fai tu accanto a mamma e a me.
Ancora buon compleanno, dolce bimba
Papà

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